Tre anni dopo il trasloco, nella soffitta di F. ci sono ancora degli scatoloni: dentro ci sono libri, oggetti e cose che non hanno ancora trovato il loro posto definitivo.
Quando ne abbiamo parlato durante la consulenza, però, è emerso un dettaglio importante: alcuni di quegli oggetti sono ancora nelle scatole perché quel posto, semplicemente, non esiste ancora.
I libri aspettano una libreria, mentre altre cose aspettano la soluzione giusta per loro. E nel frattempo sono rimaste lì. A prima vista potrebbe sembrare una situazione da “sistemare”, ma dopo il confronto con F., racconta qualcosa di diverso.
Quando una casa non è ancora arrivata dove vuoi
Dopo un trasloco immagini che, prima o poi, tutto debba trovare il proprio posto:
- scatoloni aperti
- oggetti sistemati
- mobili al loro posto
- una casa finalmente “finita”.
Ma la vita raramente funziona così, infatti a volte ti trasferisci prima di avere tutti i mobili, oppure nel frattempo cambiano le esigenze, oppure pensi di aver bisogno di una soluzione e poi ti accorgi che non è quella giusta. E così alcune cose rimangono in sospeso. Questo non significa che sei disordinatə, ma semplicemente che manca ancora una condizione per poterle sistemare davvero. Nel caso di F., per esempio, i libri sono ancora nelle scatole perché non c’è ancora una libreria ad ospitarli, non per mancanza di volontà ma F. ha preferito dare priorità ad altre cose – ad esempio i mobili della cucina – ed è interessante constatare che una cosa può essere temporaneamente senza posto senza essere necessariamente un problema da risolvere subito (avendo dello spazio a disposizione).
Il rischio di organizzare troppo presto
Quando vedi qualcosa che non funziona, la prima reazione può essere quella di cercare immediatamente una soluzione come:
- comprare un contenitore
- spostare un mobile
- creare una nuova zona
- trovare un posto qualsiasi pur di togliere quella cosa dalla vista.
Ma una soluzione organizzativa funziona davvero solo quando risponde a un bisogno reale altrimenti rischi di organizzare oggi qualcosa che tra qualche mese dovrai organizzare di nuovo. Per questo, al posto di: “Dove posso mettere questa cosa?” può essere utile chiederti: “Qual è la condizione che mi manca per poterla sistemare davvero?“
Te lo dico sinceramente, non esiste una risposta corretta: potrebbe essere un mobile, una decisione o il momento giusto. So che potrebbe essere una cosa strana da sentire ma il disordine non ha sempre bisogno di una soluzione immediata. Questa è una delle cose che trovo più interessanti nel lavoro di organizzazione degli spazi, che non significa riempire ogni spazio di soluzioni ma di creare un sistema che lasci margine a ciò che cambia.
Non tutto deve essere risolto subito
Un sistema organizzativo non dovrebbe costringerti a trovare una soluzione definitiva per ogni cosa, soprattutto quando non hai ancora abbastanza informazioni per farlo.
Ci sono situazioni che hanno bisogno di tempo e saperlo riconoscere può essere molto più utile che forzare una soluzione. Ci tengo a precisare che questo non significa lasciare tutto com’è: significa distinguere tra ciò che puoi e vuoi sistemare adesso e ciò che, per il momento, ha senso lasciare in sospeso. Anche questa è organizzazione.
Sposta il problema da quello scatolone
Uno scatolone può diventare facilmente il simbolo di qualcosa che senti di non aver ancora concluso. Lo guardi ogni giorno e pensi: “Devo ancora sistemarlo.” E quella frase può accompagnarti per mesi, potresti invece chiederti: “È davvero una cosa che devo sistemare adesso?” Se la risposta è no, puoi anche decidere consapevolmente di lasciarla in sospeso. La differenza sta proprio qui: non è più una cosa che “non sono riuscitə a sistemare”, ma una cosa che hai scelto di non sistemare ancora, perché manca una condizione necessaria o perché in questo momento ci sono altre priorità.
E lo stesso principio vale quando il disordine non riguarda solo gli oggetti, ma anche il modo in cui distribuiamo responsabilità e decisioni nella quotidianità.

La casa può cambiare insieme a te
La casa la abiti mentre la tua vita cambia, cambiano le persone che ci vivono, le tue esigenze, le cose che ti servono nelle varie fasi della vita. Per questo anche l’organizzazione degli spazi deve evolvere, è fondamentale.
Nel mio lavoro mi interessa costruire spazi che siano coerenti con il modo in cui vivi oggi e che possano cambiare quando cambierà di nuovo qualcosa, piuttosto che trovare per ogni oggetto un posto perfetto.
È anche per questo che, quando lavoro con una persona, non parto da: “Come facciamo a mettere tutto a posto?” ma dall’osservazione:
- come viene utilizzato quello spazio?
- Cosa serve davvero?
- Cosa crea difficoltà?
- Cosa manca?
- Cosa invece non ha bisogno di essere toccato?
Essere organizzati significa anche capire cosa non è necessario fare, questo vale anche per le piccole abitudini con cui interagiamo: a volte, quando la vita cambia, dobbiamo prima accorgerci degli automatismi che continuiamo a ripetere.
Un piccolo esperimento
Se anche tu hai qualcosa che è ancora “in sospeso” da mesi o da anni, questa settimana prova a osservarlo senza intervenire. Chiediti: “Perché è ancora lì?” E soprattutto: “Manca davvero organizzazione oppure manca una condizione per poterla organizzare?”
Potrebbe essere un mobile che ancora non hai, una decisione che non hai preso, un cambiamento che non è ancora arrivato, oppure potrebbe semplicemente non essere una priorità. Non serve risolvere tutto.
Una riflessione finale
Quegli scatoloni nella soffitta di F. potrebbero sembrare semplicemente qualcosa che è rimasto indietro dopo un trasloco, ma forse raccontano una cosa molto più normale: che non sempre la tua casa procede alla stessa velocità della tua vita e che non tutto ciò che è ancora da sistemare è necessariamente un problema.
A volte hai bisogno di una soluzione, altre volte hai bisogno di tempo e a volte hai semplicemente bisogno di smettere di considerare un problema ciò che, in questo momento, è soltanto in attesa.
Perché organizzare uno spazio significa creare un ambiente che abbia senso per la vita che stai vivendo. E Tu? Hai ancora qualcosa in casa che è rimasto “in sospeso” da tempo? Se ti va, raccontamelo nei commenti.